Una storia di accoglienza

Dall’antico «hospicium» alla più recente posta per cavalli, si snoda una storia di accoglienza che oggi ha il suo culmine nella ricettività di alto livello offerta da Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel & SPA.

Alle radici dell'accoglienza

La parte più antica dell'attuale complesso, la chiesetta di S.Maria dell'Ospedale, risale al 1218 ed era probabilmente associata ad un ospizio, un «hospicium» citato già nel 1141. La Villa seicentesca è attestata per la prima volta nel 1653 ed è stata seguita da altri edifici sorti attorno alla chiesa.Originariamente appartenente alla famiglia dei nobili Quaranta, la Villa ha cambiato proprietari ripetutamente fra '700 e '900 passando di mano tra diverse famiglie nobiliari. Sorge lungo la statale del Brennero, dirimpetto ad una vecchia posta per cavalli (forse del XVIII sec.) chiamata 'La Dogana'.

Alle radici dell'accoglienza

La parte più antica dell'attuale complesso, la chiesetta di S.Maria dell'Ospedale, risale al 1218 ed era probabilmente associata ad un ospizio, un «hospicium» citato già nel 1141. La Villa seicentesca è attestata per la prima volta nel 1653 ed è stata seguita da altri edifici sorti attorno alla chiesa.Originariamente appartenente alla famiglia dei nobili Quaranta, la Villa ha cambiato proprietari ripetutamente fra '700 e '900 passando di mano tra diverse famiglie nobiliari. Sorge lungo la statale del Brennero, dirimpetto ad una vecchia posta per cavalli (forse del XVIII sec.) chiamata 'La Dogana'.

La villa, in breve

Costruita verso la metà del XVII secolo, la villa è immersa nell'affascinante atmosfera del parco e nell'architettura vegetale del giardino all'italiana.La villa si sviluppa su due piani e mostra i primi segni delle tendenze barocche, pur presentando complessivamente un'architettura basata su linee essenziali e su una rigida simmetria centrale. Le finestre e le porte sono impreziosite da cornici sagomate, sovrastate da elementi decorativi trapezoidali. L'elemento architettonico più interessante è la loggia centrale a tre archi che si trova in corrispondenza del piano nobile.

All'interno della villa, si trovano un'anticamera ed un salone con il soffitto a botte - detto Salone degli Zar - che presentano entrambi decorazioni murali a spalliere di panche. Una scala marmorea, con putti in gesso, conduce invece al piano superiore dove si trovano la Loggia dell'Angelo, che offre una bella vista sul parco, e il Salone delle Arti, affrescato con motivi campestri.Le altre stanze sono intitolate a personaggi legati in vario modo alla storia di Villa Quaranta.All'esterno, infine, vicino all'ingresso della Villa, una targa ricorda lo Zar Alessandro I di Russia.

La chiesetta

La chiesetta di S.Maria dell’Ospedale di Mezzacampagna, vicino alla quale c’era l’edificio che ha dato il nome all’abitato di Ospedaletto, è antica di secoli ed è tutt’oggi aperta al pubblico. Vi si tengono anche matrimoni, funzioni private ed eventi artistici. Adiacente ad essa, nel cuore del paese, sono sorti nel tempo la villa padronale e gli altri edifici attigui che ora fanno parte di Villa Quaranta.

È sicuramente di origine romanica ed attualmente costituisce un corpo unico con la Villa padronale, costruita verso la metà del '600. Anticamente era presente un ospedale - un «hospicium» menzionato già nel 1141 - che poi ha dato il nome all'abitato di Ospedaletto. Durante l'età veneta, questo era diventato un luogo simbolo dove avveniva pubblicamente il passaggio di consegne fra il vicario uscente della Valpolicella e il vicario entrante.

La chiesetta

La chiesetta di S.Maria dell’Ospedale di Mezzacampagna, vicino alla quale c’era l’edificio che ha dato il nome all’abitato di Ospedaletto, è antica di secoli ed è tutt’oggi aperta al pubblico. Vi si tengono anche matrimoni, funzioni private ed eventi artistici. Adiacente ad essa, nel cuore del paese, sono sorti nel tempo la villa padronale e gli altri edifici attigui che ora fanno parte di Villa Quaranta.

È sicuramente di origine romanica ed attualmente costituisce un corpo unico con la Villa padronale, costruita verso la metà del '600. Anticamente era presente un ospedale - un «hospicium» menzionato già nel 1141 - che poi ha dato il nome all'abitato di Ospedaletto. Durante l'età veneta, questo era diventato un luogo simbolo dove avveniva pubblicamente il passaggio di consegne fra il vicario uscente della Valpolicella e il vicario entrante.

Gli affreschi

Grazie alla restaurazione commissionata nel dopoguerra dal Dott. Carlo Vecchi al pittore Enos Passerini, la chiesetta mostra ora una pala del XVI secolo opera del pittore Paolo Moro. Il restauro ha anche interessato la sacrestia: qui Passerini ha ottenuto delle graziose decorazioni sulle vele del soffitto, completando le parti di alcuni affreschi rinvenuti durante le operazioni di restauro.La chiesetta ospita diversi affreschi murali del Ligozzi, mentre nel pavimento sottostante l'altare si trovano tre tombe - una di bambino - che la tradizione attribuisce ai conti Butturini di Venezia, proprietari durante il primo Ottocento. Il Ligozzi, figlio di pittori e autore degli affreschi murali, era uomo di immaginazione che amava le rappresentazioni d'armi e i costumi mediorientali, pur aderendo fedelmente ai canoni del Concilio di Trento.

Scena di grande effetto è la Crocefissione ma particolarmente interessante è l'originale rappresentazione del Tribunale di Pilato, eseguita con una modalità che le conferisce l'aspetto di un gigantesco "fumetto". I personaggi del Sinedrio, raffigurati in gran parte seduti, alcuni con vestiti orientali, sono affiancati dalle riproduzioni scritte dei loro pareri e verdetti. L'uso di questi cartigli, ciascuno associato ad un personaggio, crea l'effetto di un grande fumetto in anticipo di tre secoli sul famoso sistema di lettura oggi assai popolare.

Il parco

Un grande parco di quattro ettari abbraccia Villa Quaranta. Un parco antico, immutato nel tempo e profumato da varie essenze aromatiche, nel quale si stagliano imponenti alberi secolari.Il visitatore è accolto poi dal clerodendrum, dal ginkgo biloba, dal calistemo... e dalla suggestiva davidia involucrata, detta 'albero dei fazzoletti' per i suoi grandi fiori che ricordano dei candidi fazzoletti bianchi. Al tempo della sfioritura, quando i grandi petali bianchi cadono a terra, la davidia regala uno spettacolo davvero suggestivo.

Il parco

Un grande parco di quattro ettari abbraccia Villa Quaranta. Un parco antico, immutato nel tempo e profumato da varie essenze aromatiche, nel quale si stagliano imponenti alberi secolari.Il visitatore è accolto poi dal clerodendrum, dal ginkgo biloba, dal calistemo... e dalla suggestiva davidia involucrata, detta 'albero dei fazzoletti' per i suoi grandi fiori che ricordano dei candidi fazzoletti bianchi. Al tempo della sfioritura, quando i grandi petali bianchi cadono a terra, la davidia regala uno spettacolo davvero suggestivo.

Uno scenario ideale

Il grande parco di Villa Quaranta è impreziosito da un laghetto artificiale dove vivono dei meravigliosi cigni, da un giardino all'italiana posto di fronte alla Villa e da alcune statue classiche.Il lungo viale di cachi che ospita le statue delle quattro stagioni è uno scenario prestigioso per servizi fotografici, ma il parco è un luogo perfetto anche per attività di gruppo o semplicemente per passeggiare rilassandosi nella natura.